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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

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Il fringuello e la fontana

C'era un piccolo fringuello innamorato di una fontana. Era esile e bello; lei era ballerina e canterina.
Ogni giorno il piccolo fringuello dichiarava alla fontana ballerina e canterina la sete del suo amore con felice cinguettio e piene immersioni.
"ti amo, ti amo, fontana ballerina e canterina; ti amo, ti amo fontana di luce e riflessi del cielo."
La fontana brillante e seducente si divertì per tanto amore atteggiandosi a vedette, ammirata notte e giorno, adornata di gocce come diamanti splendenti.
"Ti amo e mi disseti, ti amo ed ho ancora sete."
Cinguettava il fringuello innamorato saltellando sul bordo della fontana che gli uomini chiamano "bagna uccelli", ma un giorno intervenne, burbero, il padrone del giardino:
"La fontana è mia, è nel mio giardino, canta e balla soltanto per me! Tu, fringuello, sei mio ospite, ti consento di bagnarti per mio diletto e dissetarti è corretto, un sorso d'acqua non lo si nega a nessuno, ma niente più."
Il piccolo fringuello si sentì colpito e ferito, privato e derubato del suo amore.
"L'ho amata e mi ha dissetato, ma non voglio più bere, voglio involarmi nell'aria che riempie gli spazi limpidi, luminosi e sereni, planare sulla vita del mondo, capire il linguaggio dei fiori e delle cose mute."
Ma le ali non si aprirono, le zampette si indebolirono e l'emozione interruppe i battiti del cuoricino: l'esile fringuello innamorato cadde nella fontana che l'accolse con un abbraccio: "canta e balla con me"
Come già per il fringuello, lo stesso accadde ad un merlo, ma diversa fu la conclusione.
Il merlo s'involò nel cielo planando e sorvolando prati, colline, boschi e torrenti, sceglieva le correnti d'aria ascendenti per volare in alto e scendere con gran divertimento, si sentiva libero, contento e convinto che per un grande amore che va ce ne sarà uno più grande che verrà.

Idillio Pozzi