F a v o l e   p e r   l a   n i n n a   n a n n a
a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino
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Paura del buio


“Domani andremo a stare per due mesi a casa di nonna Angela e di nonno Arturo” disse la mamma al piccolo Vincenzo, aggiungendo “che ne dici, sei contento? Passeremo li l'estate, mentre ci faranno dei lavori in casa”.
“Contento? Sono contentissimissimo, mamma... è una notizia super favolosa!” rispose Vincenzo.

L'indomani la mamma ed il papà di Vincenzo prepararono le valigie, attesero l'arrivo degli operai che nei due mesi successivi avrebbero ristrutturato la loro casa e finalmente in tarda mattinata si misero tutti in viaggio. Quando raggiunsero finalmente la casa dei nonni, Vincenzo, che non stava nei panni per l'allegria, aprì la portiera della macchina e si catapultò fuori come spinto dall'elastico di una fionda. Corse incontro ai nonni per salutarli ed in un attimo era li che correva nei campi di granturco. Per lui bambino di città, spesso costretto a stare fra quattro mura, la campagna rappresentava la libertà... di correre e di giocare.

Ma nella fattoria dei nonni c'erano anche tanti posti nuovi e misteriosi da esplorare che incuriosivano tantissimo Vincenzo. Uno di questi posti era la cantina dove aveva decisamente paura di entrare da solo nelle ore serali perchè la luce emessa dalle lampadine in cantina era davvero fioca e dalle ombre proiettate sul muro sembravano allungarsi mostri misteriosi dai lunghi tentacoli.
Ma Vincenzo era un bambino testardo ed aveva deciso che doveva vincere quelle paure. Così per mettere alla prova il suo crescente coraggio sera dopo sera si imponeva di restare qualche minuto in più in cantina.

Una di queste sere accadde però un fatto imprevisto: mentre camminava circospetto guardandosi a destra ed a sinistra udì un rumore improvviso che gli fece quasi mancare il fiato. Istintivamente si accucciò dietro ad una grande botte come per nascondersi dal potenziale pericolo e mentre tratteneva il fiato per cercare di nascondere la sua presenza... ecco che udì il miagolio di un gatto. Si alzò di scatto e vide l'animale, un bel gatto grigio tigrato, proprio in cima alla botte che stava vicino a lui. Gli occhi del gatto sembravano illuminati nel semibuio della cantina ma l'animale non sembrava per nulla aggressivo. Vincenzo si avvicinò cautamente per toccarlo ma il gatto si ritrasse, saltò giù dalla botte e raggiunse rapidamente la porta della cantina perdendosi poi nel buio della campagna.

La sera successiva il bambino ed il gatto si ritrovarono in cantina alla stessa ora. Vincenzo, elettrizzato all'idea di avere un nuovo amico non pensò nemmeno per un istante alla paura del buio e stare in cantina gli sembrò una cosa del tutto normale. Quella sera il gatto si lasciò avvicinare ed anche accarezzare un po' la testolina, poi uscì dalla porta della cantina e si tuffò nel buio della campagna.

Durante quella splendida estate che passò nella fattoria dei nonni Vincenzo incontrò spesso in cantina il suo amico gatto e della sua paura del buio non ne rimase... nemmeno l'ombra.

Gennaro Molino