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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

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La bua del gatto Leo

Gatto Leo si azzuffa con un gattaccio nel parco giochi La settimana scorsa quel tipaccio che ho incontrato nel parco giochi mi ha fatto proprio male. Io volevo solo giocare un po', fare due capriole giusto per sgranchirmi le ossa, ma quello li l'ha presa sul serio ed ha subito tirato fuori gli artigli. Io non sono stato certo ad aspettare e ne è venuta fuori proprio una zuffa seria con batuffoli di pelo, bianco il suo e grigio il mio, che volavano da tutte le parti. Ero in netto vantaggio e l'avevo quasi bloccato con la schiena sul terreno quando lui mi ha morso la zampa posteriore. Li per li non ci ho fatto caso, ero troppo su di giri per avvertire un dolore qualsiasi, ma poi, a zuffa finita, mentre ci allontanavamo l'uno dall'altro guardandoci in cagnesco, anzi pardon in gattesco, ho avvertito un fortissimo dolore alla zampa. Zoppicando ho guadagnato la via di casa. Ho dovuto pure saltare un muretto e vi assicuro che lì ho visto davvero le stelle… ma proprio tutte! La zampa mi sanguinava e gli umani che abitano nella mia casa ci hanno messo su un liquido imbevuto in un batuffolo bianco. Uno mi teneva per paura che scappassi ed un altro mi faceva quella cosa li alla zampa. Ma non deve essere servito a molto, tant’è che dopo due o tre giorni la zampa mi faceva ancora male e, anzi, non riuscivo neanche più ad appoggiarla a terra. A questo punto ieri l’altro mi hanno chiuso in un “coso”, che loro chiamano trasportino, e mi hanno portato in un luogo terribile. Povero Leo! Il viaggio poi è stato uno strazio: chiuso nel trasportino, a sua volta chiuso in un altro posto che loro chiamano automobile che girava a destra ed a sinistra e sobbalza in su e giù da far paura. Io miagolavo, piangevo ma loro niente… mi dicevano “buono Leo… siamo quasi arrivati… dai non c’è da aver paura…”. Comunque il peggio doveva ancora arrivare e, infatti, dopo un po’ siamo entrati in una specie di negozio con le pareti bianche, gelido e con un odore acre che non scorderò più, simile a quello che c’è a casa quando puliscono il posto chiamato bagno. In altri trasportini c’erano altri miei simili, tutti preoccupati come me. Avvertivo una sensazione di sofferenza diffusa, delle vibrazioni negative, ed infatti mi si è subito rizzato il pelo. Un brutto cane gironzolava nella stanza annusando qua e la… meno male che il trasportino era chiuso. Dopo un tempo imprecisato mi hanno tirato fuori dal trasportino e mi hanno portato in un’altra stanza. Avrei voluto fuggire ma ero come pietrificato dalla paura. Un signore dai modi garbati, vestito di bianco, mi ha messo su un tavolo freddo, dello stesso materiale del lavello della cucina di casa mia. Mi ha toccato da tutte le parti per un bel po’ e poi ha detto agli umani che stanno con me che la ferita alla zampa era infetta. I miei amici umani hanno fatto le facce tristi ed hanno detto “povero Leo, povero Leo….”. Ma il dottore, che sarebbe il tizio vestito di bianco, ha detto che non era il caso di preoccuparsi troppo e che doveva farmi una iniezione. Io li per li non ho capito bene e così il dottore ha preso in mano un tubicino trasparente con un liquido giallo dentro e con un’ago sulla punta e me lo ha infilato sotto la pelle… proprio così, non sto scherzando. Doveva dirlo a me di non preoccuparmi, visto che mi ha fatto pure un po’ male. Povero Leo! Poi il dottore ha detto “mi raccomando, non fatelo uscire di casa per qualche giorno e tenetegli la zampa pulita!” e gli umani che stanno con me gli hanno dato dei foglietti di carta che hanno tirato fuori dalle tasche. Non capisco perché ma quando gli umani fanno quella cosa li, insomma di dare i loro foglietti di carta a qualcun altro, hanno sempre un’espressione poco soddisfatta, come se gli facessero del male. Mi hanno rimesso nel trasportino, di nuovo in auto e poi, meno male, sono ritornato a casa mia. Mi hanno chiuso in una stanza, con l’acqua, la pappa ed il mio bagno privato, che loro chiamano lettiera. L’umana chiamata Marlene abita pure lei in quella stanza e mi ha fatto un po’ di compagnia. Comunque ho dormito parecchio e dopo qualche giorno la zampa dev’essere guarita perché non mi faceva più male. Gli umani sostengono che sono guarito a causa del liquido contenuto nel tubicino di plastica trasparente con l’ago… ma io non so se è vero o no. In ogni caso ho deciso d’ora in avanti di stare molto più attento e di prevenire sul nascere gli episodi di violenza.

Gatto Leo