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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino Calìn e il suo arcobaleno |
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In quella città, ormai dimenticata dal resto del mondo, non pioveva più da anni.
Era come se il sole, sorgesse ogni mattina, con l’intento di bruciare ancora di più… I fiori erano ormai appassiti da tempo e sugli alberi, non c’era più nemmeno una foglia. Più il tempo passava, più la terra diventava calda e arida. Anche l’unico pozzo del paese ormai aveva esaurito la sua acqua… Gli abitanti del paese erano disperati.. non sapevano dove andare.. Attorno a loro, per chilometri e chilometri, si estendeva minaccioso il Deserto… Tra quella povera gente, viveva una bambina, che si chiamava Calìn… Calìn era una bambina speciale… lei era nata una notte in cui la luna era così luminosa da sembrare quasi giorno. Ogni notte, prima di dormire, pregava di risvegliarsi e di sentire finalmente il profumo della pioggia. Ma la pioggia non arrivava mai… Un giorno, decise di fare qualcosa per il suo piccolo paese. Così Calìn, cominciò a camminare: sotto i suoi piedi la terra sputava fuoco e sopra la sua testa, il sole picchiava forte contro i suoi capelli neri… Ma strinse i denti e camminò ancora. Finché non incontrò un vecchio uomo con una lunga barba grigia, incappucciato e coperto di stracci… Calìn si avvicinò al vecchio e gli chiese: - Buon uomo, tu che sarai certamente saggio, dimmi, come posso aiutare il mio piccolo paese, dove non c’e’ più acqua?. L’uomo le accarezzò le mani e le disse: - Bambina, tu hai un cuore d’oro, ma nessuno potrà fare niente finché il cielo, non deciderà di mandarci le sue nuvole colme d’acqua… Calìn, guardò in alto oltre le colline sabbiose e rimase un po’ a pensare… Poi , d’un tratto, salutò l’uomo, e cominciò a correre veloce.. Salì su un alto cumulo di rocce e si mise lì a braccia aperte con il naso all’insù.. - Ehi cielo! Gridò. - Mi senti? Sono calìn! Ehi voi, nuvole! Dove siete, ho bisogno di voi! E intanto, grossi lacrimoni rotolavano giù dalle sue guance. Il cielo, vedendo quella bambina che lo chiamava con tutta la sua voce, s’impietosì, e le rispose.. - bambina, perché urli così forte? Che succede? Calìn si asciugò in fretta le lacrime e disse: - Ti prego Cielo, riunisci tutte le tue nuvole più grandi e fai piovere sul mio piccolo paese o moriremo tutti!!! Il cielo, rimase un po’ a pensare, e disse: - Tu, bambina, sei venuta da me a implorarmi di aiutarti. Al giorno d’oggi, nessuno parla più con il cielo, per questo, meriti un premio.. Io ti aiuterò, ma in cambio, dovrai farmi un dono, che viene dal tuo cuore. Calìn sorrise dolcemente al Cielo: - E va bene Cielo, ti darò in dono, la cosa più preziosa che possiedo… E così in pochi minuti, il cielo si coprì di nuvoloni.. Non si vedeva più un angolo di azzurro… Calìn respirò l’aria e sentì finalmente il profumo della pioggia. A poco a poco, piccole gocce d’acqua cominciarono a cadere. Piovve. Piovve per tre giorni . Le gente del paese era finalmente felice! I fiumi si riempirono d’acqua e tutti ballarono sotto la pioggia.. Appena l’acquazzone finì, Calìn salì di nuovo sull’altura, aprì un sacchetto e ne estrasse una scatolina ricoperta di frammenti di specchi, e disse: - Cielo, ho mantenuto la mia promessa. Questo, mi fu regalato dal nonno, il giorno della mia nascita, prima che morisse. Ora io lo dono a te per ringraziarti… Schiuse la scatolina e veloce come un colpo di vento, ne uscì l’Arcobaleno. Salì in alto e ricadde chissà dove sulla terra, come a creare un ponte, tra Calìn e le nuvole. Era fatto di tanti colori che impercettibilmente sfumavano tra di loro… Il Cielo rimase sbalordito da tanta bellezza. Calìn disse: -Questo arcobaleno ora è tuo. Apparirà dopo ogni pioggia.. E potrai guardarlo quante volte vorrai. - Grazie! Grazie bambina! E’ un dono veramente unico! E così da quel giorno, piovve molto più spesso sul piccolo paese.. Tutte le volte che il cielo, aveva voglia di guardare, il suo magico arcobaleno…* Home page |