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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino
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Cappuccetto Rosso (o Verde o Giallo o Blu) era una bambina simpatica e gentile; ma un po’ vanitosa. Abitava nel bosco, con la mamma, (che faceva la Guardia Forestale), e, per essere sempre a posto e non sporcarsi mai i capelli, aveva un sacco di mantelline, di tutti i colori. Un giorno la mamma le disse: - Cappuccetto Rosso (o Verde o Giallo o Blu o quello che era), porta questi panini e la torta alla nonna, dall’altra parte del percorso ginnico. Ma mi raccomando: fai la strada più lunga, e anche qualche esercizio, così arriverai dalla nonna con un buon appetito. – - Sì, mamma. – Rispose Cappuccetto, prendendo il cestino. Ma, siccome era piuttosto pigra, prese la strada più corta, e arrivò dalla nonna che ancora dormiva. Allora si sedette sui gradini della porta, e cominciò a regalare bricioline di pane agli uccellini che le venivano intorno. Poi arrivarono gli scoiattoli, i cerbiatti, gli orsetti, le volpine, e tutti gli altri cuccioli del bosco. Cappuccetto cominciò a spezzare i panini e la torta, aprì i vasetti di miele e marmellata e diede a tutti il loro pezzettino preferito. Ad un cero punto si sentì un gran rumore: - GRRRRRR – Era il LUPO. Si avvicinò a Cappuccetto pian pianino e le chiese: - Cappuccetto, hai lasciato qualcosa per me? – - Certo. – rispose Cappuccetto. – Ci sono i panini col salame, senza pane e senza maionese. – Il Lupo si mangiò volentieri tutto il salame, la mortadella, le croste più dure, e il fondo della torta, senza marmellata. Finito tutto, si pulì bene la bocca, poi chiese gentilmente a Cappuccetto: - Cappuccetto Rosso (o Verde o Viola o Bianco) mi vuoi sposare ? – - Nemmeno per sogno. – rispose Cappuccetto. – Io voglio sposare un bel principe, come le signorine di tutte le altre favole. - - Ma in questa storia non ci sono principi. – rispose il Lupo. – Ci siamo soltanto io e un cacciatore! – A quel nome tutti gli animaletti rizzarono le orecchie: si sentì un rumore di rami spezzati, e tutti ….. via di corsa: stava arrivando il TERRIBILE cacciatore. Armato di fucile, prese la mira, proprio in direzione del lupo, sparò e…. - AHI ! – Urlò il cacciatore, mentre il BUUUM dello sparo finiva verso l’alto. Cappuccetto gli aveva tirato un bel calcione sul ginocchio. - Come ti permetti, bambina? – si arrabbiò il cacciatore. - Non sono una bambina! – protestò Cappuccetto. – Sono una volontaria della protezione animali! Quando la smetterai di far del male a tutte queste povere bestie? – Il cacciatore avrebbe voluto urlare ancora qualcosa; ma la Nonna, con tutto quel baccano, si era svegliata: uscì fuori con la sua vecchia scopa, quella di legno, e cominciò a picchiare sulla testa il cacciatore: - Lascia in pace mia nipote, o ti faccio togliere la licenza di caccia ! Chiamo telefono azzurro, telefono verde, telefono rosa, telefono giallo; e la guardia di finanza! – Per le botte, o per gli insulti, il cacciatore decise di filarsela via. Cappuccetto Rosso (o forse Blu, o Fucsia) tornò a casa in tempo per la cena, accompagnata dal Lupo, che era davvero molto innamorato di lei.
Rebecca Tasca, 10 anni
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