a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

La Fatina avventurosa
Come nascono le storie ?
Sono portate dalle fatine ! No, non è possibile non aver mai visto, o almeno sentito, una fatina ! Ecco come incontrai la “mia” piccola fata.
Le fatine, si sa, volano di fiore in fiore nel paese delle Fate, cantando allegramente e raccontandosi bellissime fiabe ; ma un giorno, una fatina avventurosa, decise di andare a raccontare le sue fiabe più belle in paesi lontani, dove nessuno le conosceva.
Arrivò così nel paese di zucchero, dove tutto é bianco e dolce ; le montagne sono grandi mucchi di zucchero, e le nuvole sono di zucchero filato. Ma lì, non abitava nessuno : se qualcuno arrivava, dopo un pò, a mangiare solo zucchero, gli veniva il mal di pancia, ed era costretto a scappare via.
Allora la fatina andò nel paese SempreVerde, dove tutto era bello,e verde : l’ erbetta, gli alberi, i pini …. Ma gli alberi non potevano mai far vedere una corteccia marrone, e cercavano con ogni mezzo di farsi ricoprire, dall’ edera dal muschio, dalle foglie, per sembrare arbusti giovani e sempreverdi ; la terra, scura, non poteva mai mostrarsi, se si scopriva un pochettino, subito erbacce cattive la ricoprivano, perché loro erano verdi e lei no. I fiori non potevano spuntare, perché sono colorati ; nemmeno l’ arcobaleno poteva farsi vede, perché non è tutto verde. Disgustata, la fatina se ne andò.
Provò allora il Paese Azzurro, sotto le Onde del Mare. Questo sì, era bello davvero, con i coralli, le alghe, i pesciolini di tutti i colori, i cavallucci e le stelle : però, nessuno poteva parlare. La fatina provò a dire qualcosa all’ orecchio di un pesce, ma uscirono solo bolle, e nessuno capiva nulla.
La fatina volò via, e provò timida a viaggiare sulla Terra : quante cose strane !
C’ era tanto, tanto rumore, da non sentirci più … per fortuna, trovò una mamma con i capelli corti, che cullava la sua bambina ; e le raccontò tutta la sua storia.
Da quel giorno, la fatina viene sempre a trovarmi. Ed ogni giorno, con una storia nuova.

Rosella Rapa, giugno 2001
Altre opere della stessa autrice sul sito www.rosellarapa.it

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