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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino La fiaba del lupo buono |
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Un giorno il Signore si svegliò, e passeggiando tra le strade del creato, noto' un bosco particolarmente verde e prolifico; di una flora alta e rigogliosa, attraverso la quale scorrevano torrenti e fiumi che, con le loro limpide acque, bagnavano terreni fertili, una ricca fauna e la moltitudine di frutti e fiori che rendevano, con i loro colori, quella parte del creato, particolarmente bella e luminosa.
Egli aveva, nel frattempo, gia' donato all'uomo buona parte delle terre; la maggior parte delle acque ai pesci, il cielo agli uccelli e, non sapendo a chi donare quel lembo di paradiso, lo regalo’ ad una coppia di lupi i quali, abituati a vivere nei boschi e a cacciare per sfamarsi, trovarano in quella generosa concessione il luogo ideale dove poter condurre una vita felice; e cosi' fecero dando vita nell'arco di tre anni a tre piccoli lupetti ai quali,man mano che questi crescevano, spiegarono l’origine di tutto quel bene, ma soprattutto gli inculcarono il rispetto per tutte quelle fantastiche concessioni; affinche’ il tutto potesse vivere e proliferare in funzione dell'equilibrio necessario. Mentre tutto procedeva in considerazione di cio' che era stato a loro spiegato e man mano che i lupetti crescevano; si cominciarono a delineare anche i caratteri di ciascuno di loro e, come spesso capita in ogni famiglia, c'e' sempre il figliolo che emerge, per una caratteristica diversa, rispetto agli altri fratelli, positiva o negativa che essa sia, e questo fu il caso di Lex, che rispetto a Tavi e Max, era il piu' curioso, il piu' impiccione ed anche il piu' sfrontato, tanto da rischiare molto spesso la sua stessa incolumita', ma con il senno opportuno di non mettere mai in discussione quella dei suoi fratelli. Cio' nonostante restava il fatto che il suo carattere, impetuoso ed istintivo, fosse spesso fonte di preoccupazione per mamma e papa' lupo; il quale non disdegnava verso Lex toni e modi piu' duri rispetto ai due fratelli Tavi e Max, convinto che questo suo fare avesse potuto riportare Lex ad un atteggiamento più riflessivo e rispettoso delle regole che nell'ambito famigliare erano state impostate; sortendo suo malgrado un risultato diverso da quello che egli stesso prospettava come riscontro. Con il tempo Lex divenne ancora piu' ribelle e le lezioni sempre piu’ dure e restrittive che papa' lupo gli imponeva, divennero il motivo scatenante dei continui guai di cui Lex puntualmente si rendeva artefice; allorche' mamma lupa, che come ogni mamma prende le parti dei propri figli, specie quelli piu' difficili, anche a costo di continui dissensi e malumori che inmancabbilmente coinvolgevano l'intera famiglia, cercò di fungere da mediatrice, nel rapporto sempre piu' difficile tra Lex e papa' lupo , senza riuscirvi, dato il rapporto difficile che nel frattempo fra i due sempre era venuto a crearsi. A quel punto mamma e papa' lupo, preoccupati che l'atteggiamento di Lex avesse potuto mettere in discussione quell'equilibrio famigliare tanto faticosamente cercato e voluto, cercarono di imporgli delle regole piu' ferree anche a costo di metodi piu’ drastici. Nel frattempo, gli insegnamenti che Lex aveva ricevuto dai genitori e dalla natura, relativi alla sopravvivenza ed alla convivenza con il resto della natura stessa, furono dallo stesso assimilati in tempi brevi, data la sua precocità, ma non trovarono adeguata collocazione nell'equilbrio mentale del lupetto,nonostante lo stesso li recepisse prima e meglio rispetto ai suoi due fratelli,che vivevano in maniera piu' tranquilla ed equilibrata il rapporto familiare, e quello con la natura. Questo fece si’ che l’ossessiva curiosita' che animava la mente di Lex, alla continua ricerca di scoperte e nuove emozioni, che fino a quel momento gli erano state opportunamente proibite, lo portarono alla prima occasione, ad inoltrarsi oltre il confine di quel paradiso che il signore aveva destinato a lui ed alla sua famiglia; la sfrontatezza e la struggente curiosita’ che, come gia’detto, particolarmente lo animava, lo portarono a superare quel limite che per la sua natura animale, ma pur sempre fragile rispetto all’ignoto verso cui per la prima volta si affacciava, gli avrebbero procurato solo danni e condizioni negative. Arrivo' ad avventurarsi ai confini di quel mondo fino ad allora da egli tanto ambito e ricercato, quello degli umani, del quale aveva sempre sentito parlare in termini assolutamente negativi ma suggestivi, data la sua indole. E li' vi incontro' un folletto, che pareva lo stesse aspettando da chissà quanto tempo, gli si rivolse dopo un primo impatto di sorpresa, con una gentilezza di modi e di azioni che in Lex sortirono l'effetto di una ulteriore sfida a se stesso; fino a quel momento non aveva mai avuto nessun contatto diverso da quelli che gli insegnamenti della famiglia, della natura e del signore stesso gli erano stati posti come un confine invalicabile, e qui fu pervaso da un senso contemporaneo di disorientamento e di disagio, tanto da affidarsi a quel folletto tanto gentile verso di lui in quel momento, come l'unico essere in grado di capirlo e soddisfarlo, tanto da fargli tornare, con un senso di sollievo misto a rabbia il ricordo delle parole e delle discordie avute col padre,cercando e, soprattutto, trovando nel suo spirito di contestazione, la ragione che lui aveva sempre ostentato rispetto al disappunto del genitore. In un primo momento il folletto gli chiese da quale luogo egli venisse e cosa lo avesse spinto cosi' lontano dal suo bosco e dalle sue origini e Lex, con un crescente spirito di adattamento a quella nuova situazione, comincio a parlargli dei limiti e degli atteggiamenti angusti impostogli dal mondo pieno di limiti e pregiudizi da cui proveniva, sembrando oltremodo soddisfatto e felice dall'aver raggiunto quella meta tanto sospirata che cosi brutta e crudele gli era stata descritta e che, invece, da quel poco che aveva potuto concepire, era lo stesso che lui aveva sempre immaginato; al che' il folletto, figlio della cattiveria del mondo umano, sul quale peraltro il signore sembrava avesse perso ogni controllo, gli propose di conoscere quel mondo da piu' vicino descrivendogli tutti i divertimenti ed i piaceri di cui nel tempo, contro il parere del signore era riuscito a crearsi stimolando cosi', sempre di piu', la gia' fervente curiosita' di quel lupetto che, di fronte a quei racconti, pareva trepidante e voglioso di viverli. Il folletto allora gli spiego' che in quel mondo non poteva presentarsi con le sue attuali sembianze e gli propose di trasformarsi in umano; e per farlo avrebbe soltanto dovuto rinnegare le sue reali origini, cosi' come gia' tanti altri esseri provenienti dal mare e dal cielo, avevano fatto. Di fronte a questa scelta Lex non ebbe alcuna titubanza e il folletto subito gli descrisse di quali divertimenti per lui inimmaginabili, il mondo che gli si prospettava, potesse essere capace; cio' accrebbe l’interesse di Lex per tutte quelle novita’ allontanandogli qualsiasi possibile diffidenza, pur di vivere anche un solo momento di tutto cio' che gli era stato appena proposto, cosicche' il folletto con un rito magico lo trasformò in un essere umano. Lex all'impatto non ebbe la reale cognizione di cio' che stesse succedendo, ma preso coscienza delle sue nuove sembianze, parve sentirsi subito a suo agio e lo fu ancor piu' quando, specchiandosi nelle acque di un fiume notò il suo aspetto piacente, qualita’ che, a detta del folletto, gli avrebbe facilitato l'inserimento nel nuovo mondo. Il folletto accompagnò Lex ai margini di una grande citta' e gli disse: - ora scoprirai cio' che hai trovato a dispetto di cio' che hai perso - e lo lasciò andare all'avventura in quel mondo, che Lex tanto desiderava conoscere. Comincio' a camminare fra una moltitudine di gente che sembrava non vederlo, ne' sentirlo e subito, tutto questo, creo' in lui, abituato alla leggi della foresta, dove era sempre stato protagonista sia per le sue prede che per la sua stessa famiglia, un senso negativo. Tutto gli pareva strano e non riusciva a capire quell'indifferenza, man mano che proseguiva nella conoscenza diveniva sempre piu preda mortificata della sua stessa coscienza, l'insensibilita' di quel mondo, il disenteresse di fronte alla sofferenza della gente che vedeva per strada mentre elemosinava un soldo, o un pezzo di pane,la diffidenza, che notava negli sguardi apparentemente tutti ugualmente persi, che incrociava e il movimento veloce ed esasperato di un mondo che non capiva, gli fecero subito tornare in mente cio' che aveva barattato: la solidarieta’ e la tranquillita' del bosco con il movimento caotico e senza una verosimile meta, ne' fine concreto, di un mondo che immaginava felice e divertito, e che invece vide perso nella propria tristezza, apparentemente senza un reale motivo, l'amore della sua famiglia con l'indifferenza della gente che quasi lo calpestava senza notarlo, e l'inganno cominciato con le promesse di un folletto, che gli aveva rubato le origini e l'anima. Piu' andava avanti e piu' tutto questo gli procurava paura e una incommensurabile voglia di tornare al suo cosi' caro bosco, cosi' facilmente abbandonato, per qualcosa che gli sembrava un sogno irraggiungibile, ma che poi si era rivelato solo il frutto marcio, di un terribile inganno . Cammino’ per giorni, nella vana speranza di trovare quel divertimento che il folletto ingannevolmente gli aveva promesso, ma non lo trovo': ovunque vedeva indifferenza cattiveria e tentazioni fasulle, come quella che il folletto gli aveva propinato. Cosi' in maniera rabbiosa e decisa riprese il cammino inverso alla ricerca di quel folletto, deciso a riprendersi cio' che aveva perduto. La ricerca fu da subito ardua e difficile, in quel mondo assomigliavano tutti incredibilmente a quel folletto e spesso si trovò a scontrarsi con folletti che, nonostante la incredibile somiglianza, non erano colui che egli cercava, ma la sua decisione ebbe soddisfazione solo quando, camminando a ritroso, si ritrovo' sulle sponde di quel fiume che fu specchio delle sue iniziali illusioni, e li decise di aspettarlo quel dannato folletto. Finchè dopo qualche giorno di disperata attesa lo stesso si presentò con un atteggiamento sornione e di sfida gli chiese beffardamente se si fosse divertito abbastanza nella citta'. Lex irretito dall'atteggiamento del folletto ebbe uno scatto che ricordava vagamente le sue origini e lo azzanno'; tenendolo ben stretto gli intimo' la restituzione delle sue sembianze e l'annullamento dell'impegno preso in funzione del baratto. Il folletto pur di liberarsi, si mostro' subito disponibile e, una volta libero, riprese quell'atteggiamento sicuro e beffardo, e con il piglio sicuro di chi ha il coltello dalla parte del manico; gli disse - lasciami i tuoi migliori anni e io ti restituisco al tuo mondo - . Lex pur di tornare al suo mondo accetto' e in men che non si dica si trovo' ritrasformato in lupo: non aveva piu' la freschezza di quando aveva lasciato il bosco, ne' i riflessi che insieme agli anni lasciati erano andati persi anche quelli, ma aveva nel frattempo acquisito la saggezza e l'esperienza che prima non aveva, ed insieme a quelle anche il rispetto per il padre e la madre, che avevano cercato di indirizzarlo verso quella che era la realta', e non le banali ed inutili fantasie, con le quali il folletto gli aveva rubato gli anni migliori. Lex tornò a casa e tutti furono felici di accoglierlo, ritrovò la sua natura ed i suoi cari e per ognuno ebbe un pensiero, che espresse cosi': - Caro padre ho impiegato molti anni per capire cio' che avreste voluto insegnarmi ed erano saggezza e conoscenza; ora, grazie a voi, sono qualita' che ho acquisito, vi amerò per sempre per questo fantastico dono. Cara Madre mi avete insegnato l'importanza della bonta', ma ero troppo arrogante per comprendere il significato, ed il senso delle vostre parole; ora sono piu' saggio per comprenderle e farne parte fondamentale del mio bagaglio di vita -. Ed infine, rivolto ai fratelli, disse: - Cari fratelli sarei dovuto esservi d'esempio, ed invece vi ho abbandonati lasciandovi l'esempio peggiore, ma ora sono qua ed insieme daremo vita al grande disegno del quale il Signore ci ha voluti protagonisti.
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