a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

Gino, ZimZim e la casa dei sogni
C’era una volta in una casina abbandonata un topino di nome Gino dai baffi lunghi e il pelo nero nero.
Gino se ne stava tutto il giorno a guardare la tv, rosicchiava mobili e non poteva essere più felice, perché aveva trovato finalmente la casa dei suoi sogni. La quiete però non durò a lungo, una mattina mentre squittiva una delle sue canzoni preferite Gino avvertì un rumore dalla cucina, poi dei passi in fondo al corridoio ed ancora delle voci, il cuore gli balzò presto in gola ed andò a nascondersi.
Con tutto il fracasso che facevano i nuovi inquilini il topino si sentiva triste e non poteva più uscire dalla sua tana.
Una notte mentre tutti dormivano la zanzara Zim Zim sentì piangere il topino, che nel frattempo si diceva: “Povero me, non potrò più squittire, rosicchiare mobili o saltare sulle pareti”.
La zanzara premurosa disse: “Non preoccuparti, ti aiuterò io”.
I gatti randagi appropriandosi della casa avevano preparato trappole per topi ed avevano già inquinato l’aria per far morire zanzare ed insetti.
Zim Zim e Gino escogitarono un piano, la mattina seguente andarono alla ricerca di uno sciame d’api in grado di farli scappare via.
La sera quando tutti erano intenti a dormire, le api invasero tutte le stanze dalla soffitta fino al giardino.
Ai gatti ed ai suoi amici non rimase che correre via il più in fretta possibile. Il topino Gino e la zanzara Zim Zim felici della loro impresa ripresero le loro vite nella casa dei sogni.

Dedicata ai miei nipotini


Maria Teresa La Porta

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