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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino Il grande MAO Una storia a prova di SPAM |
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Mi presento sono MAO. No, non il grande MAO cinese, prima cosa perché non abito da quelle parti (si sa che i cinesi ci adorano nel senso che ci mangiano o ci chiudono anche in barattoli per mangiarci nei periodi più duri), e poi perché quel Mao non ha che da invidiare quello che ho io, ossia lunghi baffoni bianchi, una linea perfetta, agilità massima e direi anche ….una buona quantità di demenza come tutti quelli della mia specie. Bhé, sono sicuro che sieti curiosi di sapere dove abito, su forza chiedetemelo, lo so che morite dalla voglia di saperlo, no smettetela dai non insistete, va bhé visto che ci tenete tanto ve lo dico, al diavolo la privacy: PERO’ NON MANDATEMI SPAM INTESI?!
Abito in un lussuoso quartiere milanese, o meglio, dai miei padroni è considerato tale, ci sono troppe mosche però, e io quelli odiosi esseri non li sopporto, soprattutto quando si posano nelle mie bellissime ciotole argentate, dando al mio cibo prelibato tutt’altro sapore (non entro nei dettagli magari state mangiando). I miei padroni sono due ragazzi tranquilli all’apparenza: lei cerca sempre di farmi abbioccare, non so se sia per il fatto che quando ho fame o gioco con i suoi vestiti sfilacciandoli tutti arreco disturbo, comunque ho sempre pensato che abbia dei poteri magici, in particolare il potere di incantarti così tanto da farti dormire. Per questo cerco sempre di guardarla il meno possibile negli occhi. Lui, invece è per così dire il mio compagno di giochi, ci divertiamo molto a imitarci a vicenda. Ehi, volete sapere una cosa veramente ficosa? Avete mai provato a rotolarvi sul pianerottolo? Ah è una goduria unica! Senti dei brividi solleticosi che ti attraversano tutta la schiena. Ogni giorno mi piace moltissimo guardarmi allo specchio, ho un pelo così bianco e soprattutto ho due occhi grandissimi, altro che tutti quei gatti randagi delle scuole elementari. Ma alla fine non è colpa loro se sono mal ridotti, chissà come vengono torturati da quei marmocchi urlanti. La loro unica consolazione sono quelle pensionate che arrivano al mattino presto con sacchi pieni di mangiare (se fossimo in cina mi preoccuperebbe la cosa). Di solito preferisco stare in casa tutto il giorno. Non mi fido di quegli aggeggi mostruosi a due ruote che girano nel cortile e tanto meno mi fido dei marmocchi che gli stanno sopra, ma soprattutto devo fare la guardia alle “moscarol” come le chiama il mio padrone, ossia le perfide mosche che entrano quotidianamente anche nel mio cessetto. Insomma in due non è possibile stare li dentro.
L’altro giorno i miei padroni sono tornati a casa con uno strano trabicolo, dicevano che era per me. E’ composto da due basi di pelo grigio con le impronte di gatto su cui io avrei potuto saltare e in più c’erano due specie di tubi con della corda legata attorno. Oddio mi vogliono impiccare! Si sono stancati di me ho pensato. E poi la cosa peggiore era finire impiccato per di più con una mosca vicino. Hanno cominciato a sfregarmi le zampe su quei rotoloni di corda, allora mi è venuto in mente un pensiero: vuoi vedere che anche loro in realtà sono alleati coi cinesi e mi vogliono grattuggiare per bene come il formaggio grana per mettermi sulla pastasciutta? Finché poi ho scoperto perché mi facevano fare quel movimento: era solo per farmi imparare a fare le unghie nel posto giusto e non sui divani. Va bhé bastava dirlo ragazzi, per me un posto vale l’altro anche se ovviamente preferisco mille volte il divano. Magari arrivando ad un compromesso me le lasciavano fare sul letto.Comunque cominciai a prendere confidenza con quel trespolo, anzi ero pure contento perché potevo finalmente guardare fuori dalla finestra.Faccio un po’ fatica a saltare sapete, sono un gatto snello ma con tutto quello che mangio…. Però non so perché ogni volta i miei padroni devono andare a raccontare in giro che ho la trippa. Dico, hanno mai visto i gatti che gironzolano nel quartiere? Io sono un gatto sincero, per questo vi rivelerò un segreto: sulla mia pancina rosa ho delle chiazze nere, tutti mi prendono in giro dicendo che sembro nato da una mucca. Però ora che ci penso forse è davvero così dato che le mucche mi stanno molto simpatiche, anzi il mio migliore amico è proprio una piccola mucca di peluche. Mi diverto un mondo a buttarla per aria, acchiapparla con i miei denti aguzzi, poi tenerla stretta tra le mie zampe e darle tante affettuose leccate. Se potesse parlare mi sa che in cambio di tutti i miei morsi mi darebbe tante cornate nel sedere. Che brutta prospettiva! I miei padroni dicono che assomiglio più a un cane che a un gatto nei comportamenti, bhé alla fine è meglio così almeno ho perso un punto di demenza. In effetti, benché tutti pensano che l’amicizia tra un cane e un gatto sia impossibile, io posso dire di essere amico di un cane, che ha una particolarità: è incontinente. Lui abita in campagna, e quando vado lì cerco il più possibile di non appisolarmi sul suo cuscino inzuppato. Però mi sa che ho preso molto del suo carattere. Tutti dicono che io sono il più rompipalle, ma invece penso che lo siamo uguale. C’è solo un cane che non sopporto: quello che abita sopra di noi, perché arriva sempre giù di corsa abbaiando in modo esagerato e io non ho neanche il tempo di fare la mia rotolatina quotidiana sul pianerottolo. Chissà magari dentro di me c’è uno spirito canino che sta cercando di uscire, e forse un giorno arriverò ad abbaiare anch’io. Tuttavia nessuno è in grado di graffiare come me, sono il numero uno in tutti i combattimenti PER ORA,perché i miei padroni mi vogliono tagliare le unghie TRADIMEEENTO! Siccome durante il giorno sono sempre da solo, e dopo un po’ non so più che disastri combinare, mi piace guardare le foto di quando ero piccolo. In tutte le foto ho una testa grandissima montata su un corpo spelacchiato,e la cosa che non capisco è come mai in tutte le foto ho uno sguardo da imbecille....sarà sicuramente un caso. Una cosa che poi adoro è anche occupare il tempo sgranocchaiando tutta la plastica, polvere e “fetecchine” che trovo in giro. Solo che dopo devo preparami al rimprovero dei miei padroni. Insomma quanto rompono, dicono sempre che noi gatti non facciamo niente, poi quando faccio i mestieri non va bene lo stesso.
Un altro particolare di cui voglio rendervi partecipi, MA NON MANDATEMI SPAM, è che ho una sorella pazza. Si perché lei, che ha la mia stessa età, ossia 8 mesi, è convinta di essere una tigre o comunque un felino che vive nella giungla. Non sa cosa vuol dire la vita domestica, preferisce saltare a destra e sinistra, e correre il rischio dei pericoli che si trovano giù dal balcone. Non posso negare però che nonostante io abbia degli occhi stupendi, i suoi sono ancora più belli, azzurrini, se la guardi ti fa venire in mente una tigre bianca. Almeno lei è nata da un animale raffinato, non da una mucca. Ma queste sono solo sciocchezze, lei è pazza, io non lo sono perciò sono migliore di lei e posso batterla.Mi hanno detto che è rinchiusa in un appartamento vicino al mio. Di giorno è costretta a stare sempre sul balcone, mentre alla sera si ritrova sempre chiusa in anticamera. Ho sentito dire che ha pure l’abitudine di prendere la rincorsa e spiaccicarsi contro lo specchio. Sento dolore per lei! Pensate che un bellissimo week end di primavera, quando mi ero sdraiato a prendere il sole sulla mia pancina rosata, me la ritrovo proprio davanti a me. Avrò provato felicità direte voi, invece mi sentivo particolarmente…..incazzato. Soprattutto quando ha cominciato a rovistare nella mia ciotola e cosa ancora più grave, a giocare con la mia mucca preferita. Pensava pure di condividere il mio cessetto! Così ho cominciato ad afferrare la sua testa nelle mie fauci e a rincorrerla. E’ a questo punto che sono sorti i veri problemi. Lei, essendo convinta di essere uguale a una tigre, era molto più svelta di me, non riuscivo a starle dietro, cominciavo ad avere un po’ di fiatone (tanto che la mia padrona pensava avessi dei problemi respiratori), e qui ho cominciato davvero a pensare che forse la storia della trippa era vera e che dovevo mettermi un po’ a dieta. Ma non dovevo arrendermi potevo farcela a…..-d……….a…..c….c…h…i..a…p..p..a..r..l…a PANT PANT forse no. SOB non ce la facevo più! Fortunatamente i miei padroni vedendomi sfinito l’hanno chiusa in un’altra stanza con tutti i suoi, anzi i MIEI, giochi.
Però non mi sembrava il caso di tirare in ballo un nuovo combattimento, ho preferito stravaccarmi davanti al ventilatore. E sono davanti al ventilatore anche tuttora mentre vi sto scrivendo. AIUTO MI STANNO VOLANDO VIA I FOGLIIIIIIIIIIIIII! FERMATELI! Bhé ragazzi, avete avuto l’onore di conoscere tutto della mia vita miciosa, però vi devo chiedere una cortesia: NON MANDATEMI SPAM!
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