a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

Una favola per Ismaele
Ismaele: Mamma, mi racconti una favola? Che bimbo sono se nessuno mi racconta mai le favole!?
Hagar: Hai ragione. C’era una volta Cappuccetto Rosso…
Ismaele: Chiiii? E chi è Cappuccetto Rosso?
Hagar: Scusa, Cappuccetto Rosso non è una favola. Ricominciamo. C’era una volta una bambina molto in gamba, di nome Piccola. Viveva in un’isola molto bella, sperduta da Dio e dagli uomini, accudita da tutti, perché lei era Piccola, di nome e di fatto.
Ismaele: Poi è cresciuta o è rimasta sempre Piccola?
Hagar: Un giorno si innamora di un ragazzo bellissimo, di nome Dado, che abitava in cima ad una montagna molto lontana, dove gli uomini trascorrevano tutto il loro tempo lavorando la terra e accudendo gli animali.
Ismaele: E Dado l’amava?
Hagar: Si, l’amava moltissimo, ma era un ragazzo molto sfortunato, anche se non se ne rendeva conto. Dado non riusciva a liberarsi dagli insegnamenti ricevuti in eredità dai suoi genitori, che volevano per lui una donna mansueta, che concepisse la vita unicamente come cura del marito e dei figli che Dio avrebbe donato loro. Una donna che fosse felice di vivere in montagna, lontano da tutto e da tutti. Così avevano vissuto le sorelle di Dado fino ad allora ed erano state felici, così aveva vissuto la madre di Dado ed era stata felice, così avrebbe dovuto vivere Piccola per essere anche lei felice e questo lo pensavano proprio tutti, Dado e la sua famiglia, ma anche la famiglia di Piccola. Ismaele: Allora Piccola è scappata via come hai fatto tu?
Hagar: No, Piccola non è scappata via, perché Piccola è una donna molto più paziente di me. Lei ha continuato ad amare Dado, pur sapendo che mai avrebbe lasciato la città per la montagna e mai avrebbe rinunciato a portare con sé i suoi sogni e le sue speranze, perché, se l’avesse fatto, il suo cuore avrebbe smesso di battere. Dado e Piccola si amarono per dieci lunghi anni. Piccola era certa che prima o poi Tempo e Amore avrebbero risolto i suoi problemi per lei e quel giorno avrebbe finalmente sposato Dado, come desiderava tanto fare. Durante quegli anni, Piccola, per amore di Dado, rinuncia a molte cose che desidera fare, a tutte le cose che desidera fare, ma continua a supplicare Dado di non toglierle i suoi sogni e le sue speranze o la perderà per sempre.
Ismaele: Dado non vuole darle la libertà?
Hagar: Per Piccola la libertà è scrivere, perché quando afferra carta e penna si sente il cuore scoppiare dalla gioia, ma Dado sembra non capirlo e le impedisce in tutti i modi di scrivere. Dado vuole solo sposarla il più presto possibile, portarla con sé in montagna e fare con lei tanti figli, così Piccola sarà felice, come lo sono state sua madre e le sue sorelle prima di lei.
Ismaele: Continuiamo domani, mamma? (Ismaele socchiude lentamente gli occhi. Hagar se ne accorge e batte piano un colpetto sulla pancia, così Ismaele riaprire gli occhi).
Hagar: Una notte Piccola capisce che Tempo non ha risolto nulla, ma le ha dato la possibilità di conoscere Amore. E Amore, anche lui non ha risolto niente, ma le ha insegnato, con l’aiuto di Tempo, che la rinuncia ai propri sogni e alle proprie speranze è lo scivolo più ripido verso la peggiore delle infelicità. Così Piccola decide di non sposare Dado e, anzi, si allontana da lui per sempre. Piccola è terrorizzata all’idea di perdere la speranza e da quel giorno prova a realizzare i suoi sogni, perché Tempo e Amore le hanno insegnato che solo lì si cela il senso della vita di ognuno, nella speranza di veder realizzati i propri sogni e nella lotta per realizzarli. In uno sgabuzzino sotterraneo trascorre le nottate scrivendo, senza fermarsi un solo attimo, se non per asciugarsi le gote dalle lacrime. Tempo e Amore non hanno insegnato a Dado quello che hanno insegnato a lei e questo la rende molto triste. Se l’avessero fatto, infatti, Piccola avrebbe potuto avere anche Dado al suo fianco e non solo la speranza di realizzare i suoi sogni.
Ismaele: E’ una favola stupenda, mamma, meno triste di quel che sembra. Piccola li realizza i suoi sogni alla fine?
Hagar: E’ sulla buona strada, ma quel che conta, Ismaele, è che Piccola non è più Piccola, per nessuno, e sta lottando con tutte le sue forze per realizzare i suoi sogni. Ha già vinto, non trovi?
Ismaele: Si, ha già vinto. Buona notte, mamma.
Hagar: Buona notte piccolo mio.

Hagar

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