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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino LA SIGNORINA BEFANA |
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La signora Befana si sveglio' spaventata durante una notte di inizio dicembre. Una folla di bambini arrabbiati la stava inseguendo impugnando le lunghe calze rosse, vuote o piene di carbone. Davvero un brutto incubo. L'indomani mattina la signora befana, che non aveva affatto dimenticato la paura della notte, decise di iniziare con largo anticipo i preparativi per il 6 gennaio. E non solo. Passeggiando su e giu' per la stanza tra il camino crepitante e il ritratto della trisavola decise che era tempo di rinnovarsi un po'. Sali' in soffitta per rispolverare gli strumenti dopo un anno di ragnatele. Si fece spazio tra sedie sgangherate e valigie sbrindellatele e giunse infine di fronte al baule.
Comincio' a tirar fuori tutti gli oggetti che usava ogni anno, da secoli. Le sembravano tutti in gran forma e non riusciva proprio a decidere quale potesse sostituire. Li passava uno a uno tra le mani: vestito, scopa, scialle, cappello, stivali, calze a righe, sacco…sacco, calze a righe, stivali, cappello, scialle, scopa…scopa; ecco la scopa dava chiari segni di usura: manico mangiucchiato, setole inaridite, puntute come aghi di sarta. In fondo la scopa era uno degli strumenti piu' importanti della sua attivita' ed era giusto averne una in ottimo stato. Riscese in salotto, afferro' il portamonete e usci' di gran fretta per andare a comprare una nuova fiammante scopa. Arrivo' al megastore in pochissimi minuti. Era piena di entusiasmo come ogni donna al suo primo shopping. Una commessa, dando per scontato che la cliente stesse cercando una scopa elettrica, la guido' fino all'apposito reparto. Qui l'attenzione della signora befana fu completamente rapita dalla lunga serie di scintillanti manici colorati; estasiata le passo' in rassegna come un generale davanti alle sue milizie schierate. Mentre la commessa illustrava i pregi di ogni tipo di scopa, la signora befana gia' si immaginava sfrecciante in mezzo ai comignoli.
Dopo un attento esame si fermo' davanti ad un esemplare di nuovissima generazione, rossa e grigio metallizzato. L'afferro' e si diresse ansiosa verso la cassa ignorando la commessa che le chiedeva se desiderava acquistare anche i sacchetti.A casa la scopa occupo' il posto d'onore, nell'angolo sotto il ritratto della trisavola come in attesa di ricevere benedizione. I giorni successivi fu impegnata negli altri preparativi. Lavo' il vestito, lo scialle, il cappello, le calze. Impacchetto' ogni regalo e li sistemo' nel sacco. I giorni passarono freddi e nevosi, babbo natale aveva gia' fatto il suo dovere, il nuovo anno aveva accompagnato il vecchio all'uscita e la notte del 6 gennaio sopraggiunse. Tutto era in perfetto ordine. Quel brutto incubo non si sarebbe di certo avverato. Dunque vestita e adornata afferro' la scopa e sali' in soffitta, apri' l'abbaino, cavalco' la nuova scopa lucente come una maserati e pronunciando la formula spicco' il volo. Re Magi mi avete invitata A seguire la stella cometa E per non farmi sentire affaticata Mi avete donato lei, Scopa miracolata Come andava spedita con la nuova scopa e notava che era anche piu' comoda da cavalcare dell'altra. Felice come non mai comincio' a disseminare i suoi regali per i comignoli ripuliti. Ad un certo punto pero' comincio' ad accadere qualcosa di strano. Volando nel cielo stellato, sciami di minuscoli puntini confluivano verso la scopa che li ingoiava proprio tutti mentre la sacca sotto il manico continuava a gonfiarsi. La signora befana diventava perplessa, poi preoccupata, infine disperata. BOOM!!
Un gran botto la intonti' e si ritrovo' in groppa ad un comignolo in mattoni rossi, per fortuna con niente di rotto... tranne la scopa, la quale vomitava sui camini la polverina che aveva appena ingoiato, al posto dei regali e andava a ingrassare le calze dei bambini buoni e dei bambini cattivi, appese giu' in salotto. Le luci di tutte le case si accesero e tutti i bambini che videro le loro calze piene di polvere iniziarono a strillare come matti. Loro pensavano che la befana avesse voluto punirli portando cenere invece che macchinine telecomandate e bambole di pezza. Anche i genitori e gli insegnanti, in quanto educatori, se ne ebbero molto a male. La mattina seguente ovunque, per le strade, nei negozi, in tv, sui giornali, si parlava della befana e della sua punizione. Intanto la signora befana se ne stava chiusa in casa. Aveva dormito tutta la mattinata dopo la nottataccia e ora passeggiando nervosamente su e giu' per la stanza tra il camino crepitante e il ritratto della trisavola, cercava di capire cosa non avesse funzionato con quella benedetta scopa. L'unico modo per scoprirlo era quello di recarsi al megastore e interrogare la commessa. Quest' ultima, reduce dagli straordinari di lavoro e dai veglioni, non aveva la forza di essere paziente e stizzita le urlo' addosso: - Nessun difetto di fabbrica signora! Se la scopa si e' rotta e' perch‡ ha usato troppo lo stesso sacchetto. Evidentemente doveva cambiarlo piu' spesso. Ma dica un po', che razza di sporco posto ha dovuto pulire?? -. La signora befana un po' imbarazzata, si gratto' la testa, poi usci' di corsa. Ora capiva tutto: la sua efficientissima scopa aveva fatto troppo bene il suo dovere ma trovando il cielo pieno di polvere e fuliggine si era completamente intasata. Poi comincio' a guardarsi attorno e tutto le ricordava l'accaduto, i bambini avevano visi tristi, le luci dei negozi erano state spente e uno schermo gigante in piazza dava a intermittenza “Befana perche' fai questo ai nostri figli?”. Nessuno poteva immaginare che si era trattato di un banalissimo errore da casalinga imbranata. Si sentiva terribilmente in colpa, pero' che colpa ne aveva lei se l'aria era talmente sporca da mandare in tilt un'ottima scopa moderna? Mentre ripensava alla vicenda si accorse che attorno a lei c'era una folla, uomini e donne rivolti verso il podio dove un oratore ripeteva altisonante “salviamo la nostra terra da noi stessi” , “ridiamo il verde alla natura, l'aria pulita ai nostri figli”. E tutti ad applaudire. Era una manifestazione di ambientalisti.
La signora befana dapprima cerc¤ di allontanarsi dalla confusione, poi capi' che questo le capitava proprio a fagiolo. Se voleva spiegare la vicenda della notte prima ai suoi bambini delusi, doveva proprio abbracciare la causa ambientalista. Infatti era solo colpa dell'inquinamento dell'aria se la sua scopa si era rotta in mille pulviscoli. Si fece largo nella folla, fino a piazzarsi davanti ad una delle tante telecamere che stavano riprendendo il comizio. Agguanto' il microfono dalle mani del povero inviato televisivo e inizi¤ il suo comizio personale:“Ciao bambini sono qui per scusarmi per l'altra notte. So che siete rimasti molto delusi per aver trovato solo cenere nelle calze. Ma io non volevo punirvi, che anzi siete stati molto bravi quest'anno. Quella non era vera cenere, molto peggio e' una polvere grigiastra che vaga nell'aria che tutti noi respiriamo, e' la sporcizia procurata dall'inquinamento. La mia scopa, diligente come un bravo scolaretto, da un lato trasportava me e dall'altro raccoglieva sporcizia e poiche' era tanta, quando non ce l'ha fatta piu', l'ha sputata fuori. Io avevo preparato per voi bellissimi regali ma visto l'accaduto ho in mente un regalo molto piu' utile. Ho deciso che usero' ancora la mia scopa nelle notti stellate, mentre voi dormite io passero' e ripassero' nel cielo per ripulire l'aria cosi' che ogni mattina potrete spalancare la finestra e respirare una vera boccata d'aria fresca. Non prendetela a male ma vi assicuro che questo e' un regalo molto piu' bello e sano dei tanti giochi che avreste potuto ricevere e in piu' questo durera' per tutta la vita”. Detto cio' riconsegno' il microfono all'inviato e corse al megastore ad acquistare una nuova scopa elettrica, questa volta senza trascurare i sacchetti.
Il vero regalo la signora befana l'aveva fatto agli altri personaggi apparsi nella storia: la commessa fu nominata caporeparto grazie al fatto di essere stata la “consulente commerciale” della signora befana, per non parlare del business delle scope elettriche; il telecronista era stato promosso a condurre da studio il tg della sera per lo scoop in esclusiva.
Il partito degli ecologisti in mezzo a cui la befana aveva fatto il suo discorso, ottenne parecchi seggi in parlamento e per ringraziare la loro benefattrice la candidarono a leader del gruppo ma poiche' risulto' molto arduo rintracciarla, si accontentarono di un mega ritratto nella sede ufficiale del partito e il suo faccione anche sulle spille dei tesserati. Per fortuna tutto si risolveva per il meglio ma dall'anno prossimo avrebbe ripreso la vecchia cara scopa a setole. Geremina Leva
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