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L'adozione del gatto Leo
C’era una volta un gattino che aveva solo 2 mesi ed era molto curioso e giocherellone.
Un giorno uscì di casa (che si trovava in un posto di Roma che non conosciamo) e, curiosando qui e la, finì col perdere la strada di casa. Si trovò così tutto solo a girovagare per le strade alla periferia di Roma, cercando invano di ritornare a casa.
Il gattino, triste, stanco ed affamato, entrò nel cortile di una villa dove c’era un cane che odiava i gatti. Il cane, appena vide il gattino, cominciò ad abbaiare e gli corse incontro per catturarlo.
Ma il gattino, che era curioso ma non sciocco, capì che era in grave pericolo e scappò. Era quasi riuscito a raggiungere il cancello della villa, che dava sulla strada, quando si accorse che il cane l’aveva ormai raggiunto. Vide appena in tempo un albero e per istinto ci salì sopra, appollaiandosi su un rametto alto alto. Il cane, che non sapeva salire sull’albero restò li sotto ad abbaiare per molte ore. Il povero gattino miagolava per la disperazione. Verso sera lo trovò un signore di nome Leonardo, che lo prese e lo portò a casa sua. Quella notte il gattino dormì a casa del signor Leonardo che lo tenne al caldo sulla coperta del suo letto.
Ma il signor Leonardo aveva già un altro animale, un bel cane bianco di nome Smilla, che accolse molto bene il gattino.
Ma Smilla era pur sempre un cane ed il signor Leonardo, quando era fuori casa per lavorare, non poteva lasciare i due animali insieme a casa sua. Così, a malincuore, il signor Leonardo decise di trovare qualcuno che potesse adottare il povero gattino trovatello.
Ne parlò quella mattina stessa ad un suo compagno di lavoro che aveva già tre figli e che temeva di non avere il tempo per prendersi cura adeguatamente del gattino. Ma poi, pensando che ci vuole davvero molto poco per prendersi cura di un animaletto, l’amico di Leonardo decise di adottare il gattino e quella sera stessa fece una bella sorpresa ai suoi figlioli: Marlene, Giuseppe e Guglielmo. I ragazzi accolsero il gattino con tanto entusiasmo e, da allora in poi, lo trattarono come se fosse stato il loro quarto fratellino. Al gattino misero il nome Leo, in onore al suo salvatore.
Ci volle davvero poco per far diventare Leo un gatto forte e bello… ma di questo vi parlerò nella prossima storia.
Testi di Giuseppe Molino
Disegno di Guglielmo Molino
Foto a cura di Marlene Molino
Musiche a cura del sig. Leonardo
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