a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

Il piccolo Nik e la sua grande avventura

C'era una volta un pesce pagliaccio di nome Nik.
Viveva con i suoi genitori e i fratellini sul fondo del mare, nel meraviglioso giardino degli anemoni.
Nik era il più piccolo, il più testardo e il più disobbediente: faceva sempre il contrario di ciò che i suoi genitori gli dicevano.
Tutti i giorni il suo papà gli raccomandava: "Nik, non ti allontanare mai dal nostro anemone. Una terribile piovra viene su dagli abissi quando ha voglia di stuzzichini e mangia più pesciolini che può. E dicono che sia ghiotto proprio di pesci pagliaccio! Ti prego, stai attento !"
Nik gli rispondeva annoiato: "Sì papà, non mi allontanerò, stai tranquillo!"
Intanto pensava a come fosse bello scorazzare per il mare ed era quasi sicuro di non riuscire a mantenere le promesse che faceva.
Un giorno, mentre giocava a nascondino con i suoi amici, si allontanò dagli anemoni e si nascose dietro una roccia.
All'improvviso vide tante luci brillare lontano nel buio degli abissi.
Incuriosito decise di andare a vedere. Nuotò velocemente e si avvicinò agli oggetti luccicanti: erano tante conchiglie con bellissime perle.
Nik pensò di portarne una a casa, ma quando cercò di prenderla, la conchiglia si chiuse imprigionandolo: solo allora capì di essere caduto in una trappola.
Infatti, il fantasma degli abissi, la famelica piovra gigante che seminava il terrore fra i pesci, aveva sistemato tutte quelle conchiglie per catturare i gustosissimi pesci pagliaccio che mangiava quando aveva voglia di qualcosa di buono.
Chiuso nella conchiglia Nik pianse, urlò, chiamò aiuto, ma tutto fu inutile. Aveva tanta paura e pensava alla terribile fine che avrebbe fatto.
I suoi genitori, non vedendolo tornare lo cercarono dappertutto ma non lo trovarono. Sospettando quello che era accaduto andarono a chiedere aiuto ad Ippo, il saggio cavalluccio marino.
Ippo era molto vecchio e conosceva tutti i segreti del mare; sicuramente avrebbe saputo aiutarli. Ippo promise loro di trovare Nik.
Durante la notte andò a spiare la piovra nella sua tana: l'animale dormiva e teneva stretta, con i suoi lunghi tentacoli, una grossa rete con dentro Nik e molti altri pesci.
Ippo tornò nel giardino degli anemoni raccontò quello che aveva visto poi disse: "Dobbiamo colpire la piovra nel suo punto debole che è la testa, ma da soli non ci possiamo riuscire. Ci faremo aiutare da un pesce più grande e forte. Vediamo... Sì! Ho trovato! Freccia, il pesce spada, ha una lama appuntita e tagliente ed è proprio quello che ci vuole!"
Andarono da Freccia che accettò di aiutarli. Insieme escogitarono un piano.
Freccia, durante la notte, si nascose nella caverna della piovra. L'indomani i genitori di Nik radunarono tutti i pesci pagliaccio e svegliarono la bestiaccia che cominciò ad inseguirli.
Solo allora Freccia uscì dal suo nascondiglio e cercò di colpire la piovra alla testa. Però, mentre stava per attaccare, il nemico lo vide e gli spruzzò addosso una densa nuvola del suo potente e nerissimo inchiostro.
Freccia non vide più nulla e pensò disperato: "Povero me! Finirò per essere inghiottito!" In preda al terrore si lanciò nel buio e sentì la sua lama che affondava in qualcosa di molle. Per fortuna era riuscito a colpire la testa della piovra che, ferita, precipitò negli abissi e sparì per sempre.
Freccia liberò Nik e gli altri pesci. Tutti insieme, felici, tornarono finalmente a casa.
Nik abbracciò suo papà e disse dispiaciuto: "Perdonami papà, ti ho disobbedito!"
Il papà gli rispose: "Non importa Nik, non pensarci più, l'importante è che gliel'abbiamo fatta. Ora potremo vivere tranquilli."
I pesci organizzarono una bella festa durante la quale tutti ringraziarono Ippo e Freccia che li avevano aiutati a sconfiggere la malvagia piovra.
Sul fondo del mare tornò la serenità e tutti vissero per sempre felici e contenti.


Rosia
Classe II A della Scuola elementare di Riva Ligure (Imperia)

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