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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino Pandolfo piè di zolfo |
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Era il dì lunedì cantò il gal chicchirichì. E' così che fu svegliato Sir Pandolfo il gran soldato. Con l'elemetto e l'armatura cominciò la sua avventura, con la spada messa al fianco salì sul cavallo bianco. Intraprese il suo cammino fino al regno lì vicino dove, tutti avean detto, c'era un mostro maledetto e la domenica mattina si mangiava una bambina, come pan con marmellata.
... Solo una ne è restata. La più piccola lei è delle tre figlie del Re. "Ah che gran maledizione" piange la popolazione; "così triste è la sorte" è quel che si dice a corte. Il Re intanto, disperato, un editto ha emanato: A CHI COMPIE LA PRODEZZA A COLUI CHE CON MAESTRIA SALVERA' LA BIMBA MIA Di domenica, al mattino, arrivò al suo destino. Superato il ponte in legno il soldato entrò nel regno Cavalcando il suo destriero calpestò il suol straniero e quel che a lui si presentò di spiegarvi tenterò. C'eran tante bancarelle con le loro merci belle e la gente, mamma mia!! che veloce andava via; verso casa, nelle stalle, al ripar delle cavalle. Anche il cane e la gallina si nascosero in cantina mentre il porco Grugnostorto fece finta d'esser morto. Corse il prè dalla badessa al finire della messa e anche gli uomini più forti si nascoser nelle corti mentre il gallo Zampalesta sotto il fieno zitto resta. In men che non si dica, nelle vie non ci fu vita, nelle case fu paura scoccò l'or della tortura. Cielo e terra, tremò tutto, al venir del drago brutto. Canticchiava uno stornello sulla strada del castello: a colazione una bambina uno due, un due tre questa volta tocca a te. Questa volta dopo messa mangerò la principessa delle tre la più piccina ed il re va in rovina questo non importa a me uno due, un due tre. apri presto quel portone che ti mangio in un boccone proprio a te oggi tocca dolce bocca d'albicocca uno due, un due tre questa volta tocca a te! DITE LA VOSTRA CHE HO DETTO LA MIA Dedicata da
Lucia ad Angela
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