a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino

Le pene e gli amori di Pasqualina
Tutto cominciò un giorno di svariati anni fa ….
Fofò “Dai Mencita andiamo a fare la spesa”.-Mencita - “ sì si arrivo,dammi solo 5 minuti”.
Intanto si sentivano strani rumori provenienti dal garage . (quack ,quack…)-
Mencita-“Ma fofò non senti dei rumori ??”
Fofò “ Sì sì ora controlliamo , che tanto dobbiamo prendere la macchina”.
Le ragazze allora sceserò giù e trovarono il loro nuovo compagno………
Fofò “ Guarda mency c’è un papero sulla macchina”!!!!.
Mencita “ Oh ma come ci sarà arrivato?”.
Forò “ Intanto vai a chiamare mamma …”.
Mencita “ Ok ma non credo che rimarrà felice”.
Mencita “ Mamma,mamma scendi c’è una novità….”
La madre delle ragazze scese e…. “ spero mi abbiate chiamato per un buon motivo”.
“ Oh questa proprio non ci voleva;un papero e come sarà finito qui?”.
In coro le ragazze risposero “ Bah noi lo abbiamo trovato poco fa”.
La madre “ Beh ora avvisiamo vostro padre e lo porta via in campagna”.
Le ragazze sempre in coro “ Ma non ti sembra troppo piccolo per portarlo tra gli altri animali?Potrebbero fargli del male o chissà……”.
La madre- “ E va bene allora dovremmo tenerlo su ,ma non saprei ….sporca troppo”.
“Le ragazze - “ Non ti preoccupare ce la vediamo noi per i primi tempi…Ok?”
La madre- “ E va bene,aspettiamo vostro padre e vediamo che dice ma se non è d’accordo si porta in campagna!.”In quel momento sbucò il padre dalla porticciola e.. “ Ragazze ma che sta succedendo qui?”.
Mencita prese il piccolo paperotto e glielo fece vedere.
Il padre “ Oh fantastico …un papero e suppongo che lo dovremmo tenere”.
Le ragazze guardarono il padre con certi occhioni dolci che il padre non potè rifiutare e…. “ Ok,ok ho capito ,ma solo perché siamo alla Vigilia di Pasqua e non mi va di ritornare in campagna”.
Le ragazze raggianti lo abbracciarono dicendo “Grazie ,grazie papi ma come lo chiamiamo?”.
Il padre- “ Io credo sia maschio….”.Fofò allora disse “ Dato che lo abbiamo trovato alla Vigilia di Pasqua lo chiamiamo Pasqualino”.
Mencita - “ Si,sì mi piace e a voi?”-disse rivolgendosi ai genitori.
I genitori_- “ Mah per noi è indifferente ,fate voi ma consultate anche vostro fratello Marqus”.
Mencita e Forò “ Marqus scendi un po’ a vedere a Pasqualino!!!”.
Marqus “E chi sarebbe Pasqualino?” Dalle mani di Mencita fece capolino la piccola testa di Pasqualino.
Mencita- “Sarebbe lui.Ti piace? E’ un maschietto”.
Marqus “ Ah sì certo va benissimo”.
Mencita “ Ok allora è aggiudicato”.
Fofò “ Beh io vado a prendere una cesta dove dormirà”.
Mencita “ Ed io mamma ti vengo ad aiutare a preparare la cena”.Disse rivolgendosi alla madre.
Marqus “ Ed io provvederò a farlo mangiare un po”.
I primi tempi si rivelarono alquanto ardui e Pasqualina, erroneamente creduta un maschietto, trascorreva le giornate in compagnia degli altri conquimali della casa ovvero due gattine e la madre; vi era Evarista la gatta pianista, Tanghina la gatta ballerina e Gertrude la gatta rude nonché madre delle due gattine.Evarista allietava tutti con la sua musica da piano, mentre Tanghina inscenava passi tratto dal Tango in maniera superba. Di Gertrude non si poteva dire che avesse preso in simpatia la piccola Pasqualina ma dopo qualche tempo divenne quasi una seconda madre per lei.
Quando Pasqualina divenne un’oca il padre di Mencita e Fofò dovette portarla nella fattoria; il passaggio fu brusco, ma Pasqualina fece subito amicizia con gli altri animali. Gallo Regio le diede il benvenuto con un energico chicchirichì accompagnato da un coro di galline mentre Iami e Leam (gli unici due maiali della fattoria) le mostrarono quella che sarebbe stata la sua dimora. Pasqualina- “ Grazie mille, ve ne sono molto grata. Credo che mi troverò bene qui”.
Un giorno mentre Pasqualina stava mangiando con altre paperiche (compagne papere) vide la cosa più bella del mondo: un papero dallo starnazzare vigoroso. Era meraviglioso e Pasqualina rimase folgorata da tanto fascino.Ocalina la più saggia della fattoria disse “Non ti consiglio certi paperi… Non ti fermare all’apparenza ma guarda invece il contenuto. Lui non ti può dare quello che tu cerchi….Ora sei giovane ma capirai con il tempo e le delusioni….!”.
Peppina, l’altra paperica disse “Ha ragione, comunque lui è MastroJacques, il papero più ambito dalle papere di tutte le fattorie limitrofi. E’ un frantuma-cuori, ti farà soffrire se ti affezionerai a lui. Lui ti userà e poi ti abbandonerà. Non cadere nella sua trappola; con il suo occhiolino ha mietuto molte vittime. Migliaglia prima di te ci sono cascate.”
Pasqualina combattuta tra sentimento e ragione disse “E va bene farò come voi dite, ma prima vorrei almeno conoscerlo….magari vi sbagliate…, forse non ha ancora trovato la papera della sua vita…”
Ocalina- “ Hai ragione, ma so che ti ricrederai prima di quanto tu possa immaginare”.
Pasqualina allora colse il momento in cui MastroJacques stava guardando nella sua direzione e andò.
“Ciao!”-disse cercando di sfoderare tutta la sua paperilità(femminilità delle papere).
MastroJacques con un occhiolino da far drizzare le piume a tutte le papere disse “ Buondì”.
E Pasqualina lievemente imbarazzata gli chiese “ Da quale fattoria provieni?”. E MastroJacques “ Io vengo dalla fattoria più grande del paese :la Mixmacrofarm.E tu sei nuova?”.
Pasqualina- “Sì, sono arrivata da poco”.
MastroJacque per niente interessato a quello che stava dicendo Pasqualina pensava ad aggiustarsi le piume abbozzando vaghi sorrisi.
MJ “ Ah ok,molto interessante”.
In quel momento due ochette impazzite giunsero ai piedi di MastroJacques spintonandosi a vicenda .
Valis “Ciao Mastrojaques!!!Ti andrebbe di pranzare con me? “
“Uffa togliti di mezzo,c’ero prima io “disse Hacria che odiava a morte Valis.
Valis con il suo sguardo da papera lessa disse “Uffa ma non potremmo dividercelo un po’ per una?”.
“Ma smettila paperiota … io non voglio dividerlo con nessuno tanto meno con te!!!”.Rispose accigliata Hacria.
Pasqualina basita stava osservando tutta la scena ricordandosi delle parole di Ocalina e di Peppina e ammettendo contro il suo inconscio che le due paperiche avevano ragione.
Intanto MastroJacques per frenare una lite furiosa disse “Suvvia ragazze non ci sono problemi, faremo così: con Valis uscirò la mattina e con te Hacria uscirò la sera”.
Pasqualina rendendosi conto della paperiozia di tutti e tre li salutò e si congedò.
Tornò dalle sue paperiche e a malincuore gli raccontò l’accaduto. Nei giorni seguenti le sue paperiche per non rigirare continuamente la zampa nella piaga si limitarono ad osservarla e ad annuire alle sue considerazioni.
Intanto però Pasqualina era molto triste ,tanto ch’ per un po’ non toccò cibo;respingeva chiunque le volesse parlare ,persino ad Ocalina, che era la più saggia e magari quella che meglio la poteva comprendere. Persino il padre di Mencita e Fofò si accorse di questo suo malessere ma non riusciva a capire né tanto meno a comunicare con lei; chiamò anche alcuni veterinari che potessero curarla ma nessuno riscontrava anomalie fisiche poiché ciò che le era stato danneggiato poteva essere sanato solo dall‘affetto sincero di un paperotto.Dopo circa due mesi il padre di Mencita e Fofò credette saggio portare altri animali nella fattoria: tra questi vi era un curioso papero ,proveniente dalla Russia ,al quale diede il nome di Gorieg. Era un papero molto introverso e inizialmente litigava con tutti gli altri animali. Probabilmente aveva sofferto molto durante la sua paperfanzia e quindi tutto il suo dolore lo esternava tramite atti aggressivi. Il padre di Mencita e Fofò notando il suo comportamento lo isolò per qualche tempo mettendolo nel luogo più solitario della fattoria. Pasqualina rammaricata per la sua sorte, all’insaputa delle sue paperiche, lo andò a trovare portandogli un po’ di cibo.
Lo trovò rannicchiato in un angolo della stanza mentre osservava da un piccola finestrella tutti gli altri animali che giocavano tra di loro.
Pasqualina “Ciao Gorieg, sono venuta a trovarti e a portarti dei resti di una torta fatta dal nostro padrone Antonio.” E Gorieg disse “ Ah si grazie,ma ne potevi anche fare a meno…Non sei obbligata a preoccuparti per me.” E Pasqualina ribatté “ Ma che cosa stai insinuando? Io lo faccio perché mi fa piacere farlo,nessuna mi obbliga.”
Gorieg in quel momento le si avvicinò e prese il fagotto con i resti della torta fatta dal suo padrone biascicando un flebile grazie. E Pasqualina “ Di niente,non ti preoccupare, non mi fai paura, in fondo so che non sei come vorresti far credere ma è solo una copertura per evitare ulteriori sofferenze .Perché vorresti negarlo?“.
E Gorieg affranto annuì con la testa.Pasqualina le si sedette accanto e disse “Perché non mi racconti qualcosa di te?Dove vivevi prima? “.E Gorieg “Credo che tu abbia di meglio da fare che ascoltare la mia storia complicata e segnata solo da sofferenze:”
E Pasqualina rispose “ No, no ma che dici... a me fa piacere ascoltare gli altri,magari così ti sfoghi pure… Dai sono curiosa..” E Gorieg di fronte alle sue implorazioni cedette e cominciò a raccontarle tutto. Gorieg - “ Allora tutto cominciò dieci anni fa quando la separazione dei miei paperitori disgregò inesorabilmente la mia paperiglia e da allora tutto è andato per il verso sbagliato.“ Pasqualina notando che un velo di lacrime gli rigava il volto cambiò argomento commentando la giornata appena trascorsa; arrivata l’ora della nanna Pasqualina s congedò dandogli un piccolo ocaracio (bacio che si da tra paperi e oche in segno di affetto).
Pasqualina “Buonanotte Gorieg,mi ha fatto piacere discutere con te”.
E Gorieg lievemente imbarazzato e contento rispose “ Sono contento che esistino animali comprensivi come te,qui alla fattoria solo tu mi hai preso in considerazione”. E Pasqualina disse “ Ma se tu ti adiri con tutti non puoi pretendere che ti si avvicinino ”. E Gorieg ripensando a ciò che le aveva detto Pasqualina dovette ammettere che aveva ragione e che per essere accettato dagli altri doveva mostrarsi gentile e più affabile. Il giorno dopo di buon ora Gorieg uscì dal suo covo e andò a cogliere dei fiori per tutte le oche della fattoria per commemorare la giornata delle oche che cadeva il 13 Aprile. Mentre stava raccogliendo dei fiori pregiati udì delle voci provenire dal fitto bosco.Silenziosamente vi si avvicinò e agguantandosi dietro un cespuglio vide Fur McStonemarten ,la faina più scaltra e malefica del bosco,che stava discutendo con Dieguito el Raton, il ratto più pestilenziale del paese. Stavano sicuramente escogitando qualche piano ai danni di qualcuno ma Gorieg non riuscì a sentire bene ciò che stavano dicendo. Allora si avvicinò un altro po’ occultandosi dietro u n tronco.Fur Mc Stonemarten diceva “Allora Dieguito colpiremo verso mezzanotte quando tutti si saranno coricati; ascolta bene come faremo”.
E Dieguito - “Si si ti sto ascoltando,non vedo l’ora di farmi una scorpacciata di giovani oche….Gnam ,gnam già mi sto gustando quando tutto ciò avverrà”…E Fury Mc Stonemarten “Si si certo però devi aiutarmi altrimenti stasera non si mangia”.“Ho pensato che questa sera sarà ideale per colpire in quanto quelle povere oche saranno troppo prese dai festeggiamenti”. E Dieguito “ Scusa Fur ma cosa succede stasera?Perché dovrebbero festeggiare le oche”?.
E Fur “Ma certo che sei proprio rattiota,ma non ti ricordi che oggi è la festa commemorativa delle oche? Venti anni fa un mio avo sbranò tutte le oche delle fattorie del paese e d’allora si celebra questa paperanata ….Che stolte,come se non potesse accadere nuovamente”.
Gorieg sconvolto si ritirò in tutta fretta per avvisare Pasqualina e tutta la fattoria di quello che Fur Mc Stonemarten e Deguito el Raton stavano tramando.
Arrivato nella fattoria si recò da Pasqualina ,l’unico animale che lo avrebbe potuto credere e le raccontò tutto. Gorieg “Pasqualina,ciao,hai da fare?Dovrei parlarti”!!.
E Pasqualina preoccupata dall’atteggiamento di Gorieg disse “ Si si ,Gorieg dimmi tutto. Cosa sta succedendo?”. E Gorieg “ Forse tu non mi crederai ,ma ho visto Fur Mc Stonemarten e Dieguito el Raton che hanno intenzione d assalire la fattoria.”
E Pasqualina “ Ma sei proprio sicuro?Allora questo è un bel problema;dovremmo mobilitare tutti i paperi delle fattorie e far fronte comune”. “ Tu che ne pensi?”.
Gorieg “ Si, credo sia la cosa migliore. Vado a chiamare Sir McQuack il banditore, così avvisa i paperi di tutte le fattorie limitrofe”.
Gorieg si precipitò da Sir Mc Quack - “C’è un pericolo imminente,Mc Stonemarten E Dieguito el Raton vogliono assalire tutte le fattorie; deve riunire tutti i paperi sul colle Paperoglio il più presto possibile”.
Sir McQuack - “ Si non ti preoccupare ,provvedo io”.
Sir McQuack seguì gli ordini impartiti da Gorieg e riunì tutti i paperi sul Paperoglio.
Giunti tutti lì Pasqualina prese la parola per spiegare il motivo di quella riunione così improvvisa.
“Paperazzi dobbiamo assolutamente allearci per sventare la trappola che ci stanno ordendo Mc Stonemarten e El Raton; credo che dovremmo affidarci ad un nostro illustre conterraneo che si è distinto nella I guerra sotterranea contro le vedove nere!!! Mi riferisco al generale, scienziato e filosofo Julio Caeasar Papericelli…., che qui ora vi spiegherà meglio il da farsi!!”.
L’insigne papero alquanto lusingato e vistosamente imbarazzato prese la parola ed espose il suo piano che aveva progettato solo in 30 paperondi (unità di misura del tempo che equivale a 30 minuti normali). In pratica il piano di Paperelli era più o meno questo: le oche dovevano riunirsi e festeggiare come se fossero ignare di tutto, per dare l’illusione a Mc stonemarten e a Dieguito el Raton di poter essere facili prede; intanto un plotone di 20 paperi si nascondeva nei punti strategici delle varie fattorie e infine due paperi,opportunamente corazzati, dovevano affrontare di petto Mc stonemarten e Dieguito el Raton. La scelta per i due valorosi cadde su Gorieg, che era abbastanza rapido nei movimenti e molto furbo,e MastroJacques che era molto paperzuto e poteva fare da scudo all‘esile Gorieg. Paperelli preparò loro le corazze e gli diede una pozione velenosa e abrasiva che in caso di estrema necessità doveva essere scaraventata negli occhi del nemico.
Come progettato, la sera trascorsa tranquilla; le oche festeggiarono ignare di tutto; i 20 paperi erano in posizione e anche i due combattenti. Alle 12:00 in punto Mc Stone marten e Dieguito el Raton si avvicinarono alla prima fattoria e zitti zitti sgattaiolarono dentro. Il primo papero di vedetta posto sul tetto diede l’allarme agli altri paperi, che confluirono tutti vicino alle dimore delle oche per salvaguardarle in caso Gorieg e MastroJacques non fossero ancora giunti. Il paperoldato di vedetta intercettò Gorieg e lo avvisò “G-O-1-R-2-I-3-qui base 1, abbiamo avvistato i due loschi.Intevenire immediatamente”.
E Gorieg “Ricevuto base 1 io e M-4-A-5-S-6-T ci stiamo avvicinando; siamo alle spalle della frm “
Con dei speciali sensori inseriti tra le piume Gorieg e MastroJacques localizzarono i loro obbiettivi.
Subito Gorieg si scagliò contro Mc Stone Marten a colpi di zampate e beccate;la lotta fu molto dura perché Stonemarten non era un debole.
Mc Stone Marten “ Cosa credi di fare tutto corazzato? Io sono più forte di te …perché non ti arrendi e ti lasci divorare ?Anzi perché non scappi come ha fatto il tuo amico papero?”.
E Gorieg voltandosi intorno vide che MastroJacques da perfetto codardo se l’era data a zampe levate.Gorieg “ Mi spiace..Io non me ne andrò senza avervi ucciso ..!!”.
E Mc Stone Marten “ Che illuso… L’ha sentito Dieguito ..vuole fare l’eroe !!!Da quando in qua un papero riesce a sottomettere una faina e un ratto?”. “Fai parte di una razza inferiore …..non sei all’altezza…”
“Allora Dieguito ce ne sbarazziamo?” e Dieguito “Squi squi, sono pronto.”Si scagliarono in due contro Gorieg ,ma egli sapeva tener testa agli avversari e tra zampate e beccate violente li aveva ridotti un po’ malconci.Anche lui però aveva ricevuto molteplici morsi e graffi ma nonostante tutto si levò sulle zampe e ricominciò a beccare e zampcalciare la faina e il ratto e quando vide la situazione farsi critica cacciò il veleno che gettò nei loro occhi.
Abrasi e storditi dalla pozione Gorieg diede loro il colpo mortale con l’elmetto appuntito .Sfinito cadde al suolo. Il Paperoldato di vedetta sul tetto avvisò gli altri paperi di gettare le carcasse di Stone Marten e el Raton e di portare in Paperinfermeria Gorieg che era stato ferocemente ferito e di cercare MastroJacques che era scomparso nel vedere la faina e il ratto. Gorieg fu curato amorevolmente da Pasqualina, che in occorrenza era divenuta anche Paperossina, e fu insignito di una medaglia di legno al valore. Quando Gorieg stette meglio tornò alla fattoria del suo padrone Antonio e lì potè coronare il suo sogno:chiedere la zampa di Pasqualina, che accettò entusiasta. E così si sposarono vissero felici e contenti ed ebbero anche quattro paperini, due maschietti e due femmine: Ior, Gor, Mantiuska e Naius. Chi visse meno bene fu MastroJacques che umiliato a vita per come se la fosse data a zampe all’aria in una simile circostanza rimase solo,senza amici e senza corteggiatrici.
E questa è solo una parte della storia della Contea di PanPapero dei Paperosi ( Raccontata da Pap McJoke paperullare della contea).


Giuseppina Rossi

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