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a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino La Repubblica dei Saggi |
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Sir Lancelot, sul suo cavallo, si dirige lento verso il villaggio. Non ne conosce il nome, non gli importa neanche saperlo. Lungo la via ascolta quello che si dicono le persone. Ad un lato della strada ci sono un vecchio e un bambino seduti a terra. L'anziano spiega al bambino il gioco delle carte. - Questi sono gli ori e queste, piccolo mio, sono le spade. - No, nonno, queste non sono le spade! Queste sono le candeline. - Hai ragione, piccolo mio. Ori, coppe, bastoni e... candeline. Sir Lancelot sorride e continua lungo la stessa via, quando vede ad un altro angolo della strada un uomo molto forte e assieme a lui uno più giovane. Si assomigliano molto. Ascolta anche le loro parole. - Padre, insegnami a maneggiare la spada, perchè io possa unirmi presto a voi in battaglia. - Figlio, prima che impari a maneggiare la spada, devi conoscere a fondo qualcosa che è molto, molto più importante. - Padre, cosa c'è di più importante del saper maneggiare la spada? Dimmi ed io l'imparerò. - Come usare la testa, figlio. Prima t’insegnerò a giocare a scacchi. Imparerai le regole del combattimento, l'arte della guerra. Capirai l'importanza del Re e della Regina ma, soprattutto, quanto il potere loro dipenda dai più piccoli servitori del regno, i Pedoni. T’insegnerò come si attacca ma, ancora prima, come si difende. E il giorno in cui avrai imparato tutto questo, figlio, allora tramandarti l'arte della spada sarà semplice, perchè essa farà già parte di te, dentro la tua testa. Solo così potrai realizzare il tuo sogno: diventare Cavaliere del Regno. Sir Lancelot sorride e poi prosegue lento il suo cammino verso la piazza del villaggio. Prima di giungere alla piazza, Sir Lancelot ascolta il dialogo fra una giovane donna e un uomo molto anziano che si appoggia al suo braccio. - Padre, rientriamo a casa adesso, siete molto stanco. Non dovreste camminare tanto. - Figlia, ho combattuto oltre cento battaglie io e di ognuna ne porto i segni addosso. Perchè mi trattate come un inerme? A me, vostro padre. - Padre mio, conosco le vostre imprese meglio di chiunque altro e le vostre virtù, come il vostro grande coraggio e la vostra forza straordinaria. Ma adesso meritate di essere onorato e amato per questo. Lasciate che sia io, vostra figlia, a farlo. Sir Lancelot gira di colpo lo sguardo verso la giovane donna: - Ditemi, lady, come si chiama questa terra dove regna tanta saggezza e virtù? - Lei, sir, si trova nella Repubblica dei Saggi.
Hagar
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